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Microchip - Maggio 2007
Ah l’Ariete, il giornaletto universitario di Studenti per “alcune” Libertà, non proprio tutte. Ah che bello che è. Le Libertà, concetto plurale che ti permette di prendertene alcune di troppo e di trascurarne altre di scomode.
Citano come sottotitolo una poesia di Bertolt Brecht (che per sua fortuna non lo saprà mai) e poi si scagliano contro lo “scardinamento dei nostri valori” e le unioni omosessuali che sarebbero da “perseguire” perché non fanno progredire la società. Il primo, mi si consenta, è un ingenuo abuso di Libertà. Capita ai più sfegatati. I candidi paladini della verginale purezza della nostra comunità affidano al cantore del sesso più sfrenato e della promiscuità più spinta le loro frasi introduttive; un comunista che fece dello scandalo e dell’oscenità degli strumenti di lotta contro il perbenismo e l’ipocrisia borghese del suo tempo. La seconda è una venale dimenticanza: che anche gli omosessuali abbiano delle libertà ed il diritto di goderne è un dettaglio così di poca importanza che, suvvia, può capitare che sfugga a dei giovani entusiasti come loro.
Mi permetto anch’io una libertà di troppo, tanto io posso: “Allo stolto quand’anche lo pestassi nel mortaio non toglieresti la sua follia” (Proverbi 27,22. Sacra Bibbia).   

 
Microchip - aprile 2007
Lo scandalo di Vallettopoli è sicuramente l’evento culturalmente più significativo dell’anno, eguagliato solo dal caso del frate che pare girasse film porno con le sue perpetue. La nostra società è intrisa, zuppa, stracolma di sesso fin nei suoi angoli più reconditi. I tredicenni a scuola si filmano con i cellulari. Sircana va coi trans per strada. Padre Fedele consiglia: “Il diavolo in convento” DiVX_Amatoriale_XXX. Pamela Prati ha di recente sdoganato il topless in prima serata. Emilio Fede usa vallette succinte per rendere attraente il suo deficit cerebrale. Il video di Paris Hilton lo regalano coi punti della Coop. Striscia la Notizia si è ridotta a solo 4 attrazioni, due per velina. Il sesso è ovunque. Gli occhi del popolo se ne  nutrono avidi, i bambini ne assumono dosi non consentite e non c'è più scampo neppure sul sito di Repubblica. La nostra società va a rotoli, stiamo perdendo il lume della ragione. Per Dio, il sesso è una cosa sacra! Serve a culminare l’unione benedetta da Nostro Signore, fra due individui. Non si può svenderlo così, a pochi euro sulle pagine di Panorama. VESCOVI, si, VESCOVI della CEI! Mi rivolgo a voi, vi prego, fate qualcosa! Lasciate in pace, una volta per tutte, i gay e le lesbiche che si amano e voglio sposarsi. Occupatevi piuttosto di curare le anime delle tante pecorelle smarrite, incastrate fra le infernali maglie delle tentazioni della carne!
 
Febbraio 2007
Niente sarcasmo sul Papa per questa volta. E’ morto Ryszard Kapuscinski, qualche settimana fa a causa di un cancro. Bielorusso di nascita, polacco di cittadinanza, ha passato la sua vita a viaggiare e a raccontare le sue avventure. Dall’Africa all’Estremo Oriente è sempre stato in grado di confondersi fra la gente, di non dare troppo nell’occhio per capire meglio, per rispettare di più, per non sentenziare senza conoscere, per intrufolarsi nella complessità scansando grossolane semplificazioni. Raccontava di ogni luogo, di ogni popolo con l’umiltà di un osservatore puntuale ma mai arrogante, prima di tutto venivano una profonda attenzione ed una sincera curiosità per tutto ciò che incontrava. Leggere il mondo con Kapuscinski non basta, sicuramente, ma concede una parentesi di equilibrio e sensibilità che oggi è un privilegio raro. Se anche uno solo dei miei “25 lettori” dovesse aprire un libro di Kapuscinski domani, potrò dire di aver contribuito a salvare il pianeta. Più che gratificante, direi.